“La mattina mi ci vuole il cardiologo, il veterinario o una plastica facciale…”

14 Novembre, 2008

Sveglia alle 6, colazione con l’imbuto, di corsa alla metro, di corsa all’autobus, giornata di lavoro, alle 17 corri all’autobus, corri alla metro, corri alla scuola di lingue, come al solito l’ascensore è pieno, fai di corsa i 6 piani, due ore di lezione, finalmente arrivi a casa, ti prepari da mangiare ed è già ora di svenire nel letto.

Questa è la nostra giornata media. Non vediamo l’ora di finire il corso di spagnolo.

Quindi alla fine capitano i giorni che un po’ cediamo e ce ne stiamo a letto malaticci. Peró che noia se non ti senti bene, hai un po’ di febbricciola, sei a casa da lavoro, il che è positivo, peró non riesci a crogiolarti come si deve nella malattia magari dormendo tutto il giorno. Oggi è uno di questi giorni. Mi giro e mi rigiro nel letto. Fuori è finalmente una giornata splendida: dopo due settimane di pioggia è tornato il tempo di Madrid, sereno, limpido e ventilato. Solo che fa un freddo cane, il vento arriva direttamente dalla Sierra innevata, e cosí non è il caso neanche che esca a fami un giro per godermi la cittá. I nostri ospiti della settimana, Stefano e Benedetta, stanno esplorando a grandi falcate tutto quello che possono di Madrid. Oggi mi farei volentieri una mostra con loro, ma non posso.

E quindi leggo noiosamente i giornali, controllo facebook, faccio i compiti di spagnolo.

Finalmente esce in Spagna Gomorra, che non siamo riusciti a vedere a maggio prima di partire. E giustamente se ne parla molto. Nel frattempo infatti l’hanno presentato a vari festival qua. E giustamente si chiedono come sia possibile che in una democrazia europea un sistema criminale abbia tanto potere sullo Stato da permettersi di decidere sulla vita di uno scrittore e giornalista (ovvio che la Russia non è una democrazia e quindi non si conta).

Ieri sera a Genova hanno letto la sentenza per i crimini nella Diaz. Questa sentenza è una risposta alla domanda di cui sopra. Certo che è possibile se nel medesimo Stato anche la polizia costituisce un sistema criminale intoccabile dalla magistratura, perchè braccio armato di un gruppo di potere fascista ed eversivo, piduista e purtroppo al governo, e ancor più intoccabile.

Chiudo il sito di Repubblica con un principio di gastrite e mi butto sulle pulizie di casa.

“Oggi sono in stato evidente di cambiare programma…” (Bandabardò)


Cambio di programma

17 Ottobre, 2008

Questi ultimi giorni di progetto sono ricchi di sorprese.

Niente piú Barcelona: c’è stato un cambio di programma non meglio precisato e quindi non faró le prossime due settimane fuori casa.

Notizia buona da una parte ma cattiva da un’altra perché avró altri giorni di incertezza qui dentro mentre attendo una nuova destinazione. Avrei voluto cambiare aria; dopo 4 mesi qualche cambiamento sarebbe necessario.

Aspettiamo: cerco di finire le ultime cose fra oggi e lunedi e poi vedremo la nuova destinazione.

Mi piaceva l’idea di tornare a lavorare con la Commerce: dovró aspettare ancora un pó.

La parte buona é che potró ricevere il mio amico con la famiglia!! Fantastico!

E’ arrivato anche il nuovo letto cosi possiamo terminare la camera degli ospiti in tempo per l’arrivo della famigliola.

In ogni caso per fortuna domani si dorme finalmente… La giornata di lavoro +corso é davvero lunga…


Rientrare dopo due mesi

25 Settembre, 2008

Giornate strane quelle di questa settimana.

Alessia è tornata all’ovile un paio di giorni prima di me e passare anche solo due serate da solo in casa con i gattoni é stata dura.

Non siamo certo abituati a stare separati (per fortuna) e ruzzolare per casa mi ha fatto pensare a quanto potrebbe essere difficile affrontare un’avventura come quella che abbiamo intrapreso se si é da soli…

Ma non é il nostro caso!!! E stasera prendo l’aereo anch’io per ricongiungere la famiglia!

I gattoni restano qui (anche se hanno giá viaggiato in aereo) perché non ha senso farli volare fino a casa per pochi giorni e la nostra gentile vicina non vede l’ora di prendersene cura.

Ho una gran voglia di vedere i vecchioni e la famiglia: mi mancano molto.

Dall’altra parte la quotidianitá che ci siamo conquistati qui mi piace molto e queste ultime settimane di lavoro di entrambi sono state fantastiche.

L’emergenza lavoro é tornata sotto controllo: ho trovato le misure nel rapportarmi con clienti e colleghi e tutto si é fatto decisamente piú rilassante.

Il lavoro in Spagna é in generale piú rilassato: certo si lavora molto anche qui ma c’é piú rispetto per le persone. Le telefonate fuori orario o la disponibilitá oltre gli accordi sono cose rare che vengono concordate in anticipo: nessuno si sogna di chiamarti in ferie se non é esploso qualcosa o non hai dato esplicitamente la tua disponibilitá.

Poi ci sono anche qui questioni politiche e litigi assurdi ma confrontandola con le logiche intricate e inutili che si vivono in molti progetti italiani, qui sembra quasi un’isola felice.

Addirittura esiste l’usanza di convocare ogni anno i dipendenti per discutere l’aumento di stipendio e per parlare di come si é lavorato e come ci si trova.

Insomma… ci troviamo bene e anche se l’anno prossimo qui sará piú dura (la crisi passa su tutta europa), sará sempre meglio che trovarsi nel pantano italiano (qui ce ne sarebbe parecchia da dire, lo faró un’altra volta).

Stasera rientro e non vedo l’ora: che bello essere coccolati!


Un pomeriggio al parco

14 Settembre, 2008

Ci sono molti buoni modi per trascorrere una rilassante domenica pomeriggio qui a Madrid.

Uno di questi è sicuramente il parco del Retiro.

Ma meglio fare le cose con calma: quindi prima di andare verso il parco ci siamo fermati in plaza dos de mayo a pensarci su

Meglio andarci questa domenica o la prossima?
L’idea di sdraiarsi sul prato e l’incontrollabile desiderio di Alessia di farsi portare in barca l’hanno avuta vinta.

Quindi prima ci siamo sdraiati con calma

per goderci un pó di sole e un pó dei colori preautunnali del parco

A questo punto ci siamo chiesti: meglio restare qui sdraiati o farci un giretto?

Un interrogativo che necessitava un’altra difficile riflessione

Tutto risultava troppo difficile… Perchè?

Preso atto della pesantezza della decisione e della necessitá di andare in barchetta, ci siamo mossi verso altri lidi.

Purtroppo in molti avevano giá sentito la nostra esigenza e, di fronte a una fila titanica, abbiamo dovuto rinunciare. Non senza intristirci…

Ma non siamo tipi che si intristiscono

Quindi siamo ripartiti alla ricerca di nuove prospettive

Fino a ritrovare finalmente la nostra

Quindi siamo tornati a casa dove qualcuno cercava la cena

anche un pó arrabbiato…


Una domenica oziosa a Madrid

14 Settembre, 2008

Reduci dalle fatiche Notte Bianca, ci siamo presi una domenica di nullafacenza. Come ci si vizia con poca spesa e senza muoversi tanto da casa qui? Facile: ci alza all’una innanzitutto e con molta calma si va a fare colazione al cafè pasticceria dietro l’angolo. Nel tragitto si passa davanti all’edicola e si prende El País, che ha l’inserto della domenica economia e cultura. Al cafè, famoso per la sua cioccolata calda e i dolci, ovviamente si prende cioccolata calda e pasticcini. La cioccolata è molto densa e mai troppo dolce: un viaggio direttamente agli albori centroamericani del cacao. La pastafrolla si scioglie appena la si mette in bocca. Il pasticcere di questo posto è un genio e per noi già una specie di divinità: se vedeste la vetrina capireste anche voi. Neanche a dirlo poi i prezzi sono davvero bassi.

Questo rito richiede almeno un’ora se non due, così a metà pomeriggio già fatto, si rientra e ci si butta nel letto per un sonnellino digestivo e poi dal letto alla vasca per dedicarsi alla cura del corpo.

Belli, puliti e affamati, si è pronti per farsi una bella paella: al supermercato se ne trova surgelata, economica e veloce da fare. C’è il condimento, il pesce e la verdura; si aggiunge il riso e in mezzora si ha una paella fantastica (ovvio, i nostri palati non sono particolarmente raffinati in fatto di paelle, probabilmente un valenciano inorridirebbe). Va degustata rigorosamente in terrazza godendosi il tramonto.

Poi si è pronti per un po’ di tv a impatto mentale zero, che ti prepara giusto giusto per un riposo ristoratore. Purtroppo domani è già lunedì….


Ufficialmente trasferiti!

8 Settembre, 2008

Sembra incredibile ma ce l’abbiamo fatta.

Tre mesi e mezzo dopo la richiesta dell’appuntamento (la famigerata “cita”) siamo riusciti a ottenere il NIE!

Il tanto temuto Número de Identificación de Extranjeros non è altro che una sorta di codice fiscale apparentemente innocuo che in realtá viene considerato da molti enti (fra questi naturalmente anche le banche…) come unico documento valido per accedere a determinati servizi.

In teoria in quanto italiani siamo cittadini comunitari e dovrebbe bastare la nostra carta di identitá.

Ma vi sfido a presentarvi a una qualsiasi banca per aprire un conto corrente senza avere l’originale tra le mani…

Il nostro percorso verso la legalitá é iniziato venerdi scorso verso le 12.30 (ho detto verso la legalitá non verso la fretta). Dopo alcune fermate di metro siamo giunti alla sede del ministerio de economía y hacienda.

(La vedete sullo sfondo dietro quel brutto tipo con gli occhiali da sole).

Per testimoniare il fatto che non mentivamo (dopo tre mesi e mezzo ci si puó aspettare di tutto) abbiamo preferito utilizzare un metodo inequivocabile: la foto con il giornale del giorno

Quindi non senza un certo timore reverenziale siamo entrati con una mezz’ora di anticipo.
E sorpresa! Ci aspettavano!

Piú o meno: in realtá aspettavano per le 13.30 una curiosa coppia di italiani, SABBRI e PONTI.
Abbiamo sfruttato l’incertezza e voilá! 5 minuti dopo avevamo il NIE nelle nostre mani!

Ma come?? Joder! (Ero partito bene non me la son sentita di scrivere caxxo in italiano…)

Tutte queste storie e quest’attesa per farci dare un foglietto da tre impiegate in un ufficio praticamente vuoto?!??!

Per un’attesa simile mi sarei aspettato almeno la banda!

Un pó delusi ma anche felici per essere ufficialmente parte della comunitá di Madrid siamo quindi usciti manifestando apertamente il nostro entusiasmo

Lo so vi chiedete cosa è cambiato rispetto alla foto precedente… Che ci devo fare? Questo post mi è venuto cosi…


Tre giorni di ferie: pochi o tanti?

2 Settembre, 2008

Incredibile ma vero: la settimana scorsa sono riuscito a strappare tre giorni di ferie e quindi ho lavorato solo il lunedi e il martedí per poi dedicarmi al tanto sospirato ozio…

Magari…

In effetti è andata molto diversamente dai piani (come quasi tutte le volte) ma il bilancio è tutto sommato positivo. Prima cosa ci siamo iscritti entrambi alla Escuela Oficial de Idiomas de Madrid: per diventare alunni dovremo aspettare il sorteggio e la prova di livello ma intanto abbiamo terminato la parte burocratica.

L’EOI è una figata: per poco piú di 100 euro ti fanno fare un corso intensivo di 3 mesi (2 ore tutte le sere) praticamente in tutte le lingue che vi vengono in mente.

Manco a dirlo la segreteria era piena di cinesi: quelli si che sanno come far girare le informazioni che contano…

La sera ci siamo concessi prima un giro in Plaza Mayor a salutare un vecchio amico

Poi via a tapear a Plaza Sant’Ana

Non male vero?

E’ andata un pó peggio il giorno dopo con il montaggio dei mobili IKEA che ancora occupavano imballati metá del nostro appartamento.

Il risultato peró ci ha lasciato soddisfatti

Il giorno dopo siamo riusciti finalmente a farci una bella dormita e poi siamo partiti per fare un meraviglioso giro in mountain bike per Casa de campo.
Per un disguido peró (indirizzo giusto ma nome del negozio sbagliato) abbiamo dovuto ripiegare senza troppi sforzi su di una gita al Palazzo Reale

Ho potuto quindi liberare la testa da tutti i pensieri

fino a ritrovarmi piuttosto sorpreso seduto a un bar

in compagnia di una ragazza meravigliosa alla quale forse avevo trasferito i pensieri dei quali volevo liberarmi…

Per fortuna quello era lo sguardo del paesano che guarda il treno: completamente assente…
Eh giá con tutti gli sforzi fatti durante la giornata, che si poteva pretendere??!?!

Non restava che tornare a casa e dedicarci per il tempo restante ad attivitá meno impegnative come giocare con il gatto

e soprattutto lasciargli scrivere questo post

Con qualche pausa naturalmente…


Simulazioni marittime

27 Agosto, 2008

A volte qui a Madrid capita di avere strane percezioni sensoriali.

Sará la quantitá di pini, non sappiamo ancora precisamente, peró certi giorni ti svegli e una piacevole brezza per strada ti porta l’odore della pineta.

Hai la sensazione di girare per le strade di Milano Marittima e ti sembra di poter entrare in spiaggia semplicemente girando l’angolo successivo…

Purtroppo non è cosí, il mare è ben piú lontano ma in compenso esistono molte piscine all’aperto che ci aiutano a simulare un pomeriggio in spiaggia.

Per ora noi ne abbiamo frequentato solo una ma ci è piaciuta molto ed è a casa de campo.

E’ la piscina del centro municipale e ci siamo subito trovati benissimo.

Durante il weekend è abbastanza piena peró appena trovato uno spazio libero sul prato ci siamo posizionati

L’acqua delle due piscine è davvero congelata: 22º circa ma per qualche secondo si puó sopportare.

Per il resto ci si gode l’atmosfera; davvero un posto molto tranquillo e rilassato in cui anche i bambini sembrano prestare attenzione alla placiditá generale.

Con la calma del caso abbiamo quindi deciso di pranzare al selfservice, sbagliando peró le dosi…

Quindi completamente satolli siamo risvenuti sull’erba: addirittura ha dormito anche Alessia…
L’ambiente è davvero molto vario e la cosa meravigliosa è che ognuno si fa rigorosamente gli affari suoi.
Chissá che facce ci sarebbero state in piscina a casa vedendo tanti maschietti baciarsi…

Verso le 20 e quasi completamente rincoglioniti

abbiamo fatto i bagagli e siamo rientrati a casa. Che meraviglia…

Ah dimenticavo: in piscina c’è anche una piccola biblioteca per chi non si è ricordato di portarsi il giornale o un libro. Non è che sono troppo avanti?


Che voglia di un cappuccino…

22 Agosto, 2008

La scorsa domenica mi son svegliato con il terribile desiderio di un cappuccino.

Come vi dicevamo, il caffè qui fa schifo e il concetto stesso di cappuccino è assente.
Per gli spagnoli infatti il caffè e il latte possono combinarsi al limite nella confusa convivenza prevista dal “cafè con leche”.

Per un povero italiano non è cosí usuale vedere il “barista” muoversi dietro al bancone con due bricchi di latte e non usare mai il beccuccio per fare la schiuma…

Quindi abbiamo fatto una breve ricerca su internet riducendo il campo a tre locali in centro.

Uno sguardo d’intesa

e siamo partiti alla ricerca del cappuccino!

Prima tappa: Aroma+ in Calle de la Palma.

Arriviamo belli carichi ma… sono in ferie. Siamo vicini a una piazzetta carina (plaza dos de mayo) e decidiamo di pensarci un pó. Ci fermiamo nel bar all’angolo della piazza (Malo qualcosa non ci ricordiamo…) e sorpresa!

Beviamo uno dei primi caffè non bruciati degli ultimi due mesi!

Anche il pane era molto buono: dovremo tornarci.

Seconda tappa quindi: Grazie mille in Calle mayor.

Arriviamo e il locale è quasi pieno: ci intrufoliamo nel priveè

e, presi dalla programmazione di Radio Italia, ci lasciamo un pó andare…

A parte gli scherzi, abbiamo mangiato una pessima pizza e l’atmosfera era un pó troppo “little italy” per due come noi che rifuggono i raduni dei commilitoni all’estero… Scartato.

Restava l’ultima chance: Faborit

Un pó scettici ci siamo diretti alla meta in calle Alcalá.

Andare a prendere un cappuccino in un negozio di una catena non preannuncia buone sorprese…

E invece!! Bingo!!

Il cappuccino con schiuma e caffè non bruciato era davanti a noi!

Finalmente soddisfatti ci siamo letti il giornale e siamo ripartiti per una nuova avventura!!


In attesa di un pó di tregua

13 Agosto, 2008

Che giornate macilente quelle che precedono il ferragosto.

Avrei voluto che sul lavoro avesse prevalso la voglia di leggere un pó di quotidiani online: purtroppo invece saranno giorni intensi ancora per tutta la prossima settimana.

Non è divertente quando la maggior parte delle persone attorno a te fanno la giornata intensiva e alle 15 ti abbandonano li insieme a qualche altro compagno di sventura in un enorme openspace…

Madrid in questi giorni è davvero piacevole: poca gente in giro se non frequenti le zone turistiche e una temperatura fantastica la sera per godersi il terrazzo e i gatti.

Stiamo guardando pochissima televisione in questi giorni nonostante le olimpiadi: sará che per qualche vecchietto nostalgico come noi la questione dei diritti umani ha ancora un significato (anche oggi si è lamentato il Dalai Lama) ma ci scoccia un pó foraggiare anche solo simbolicamente il carrozzone cinese.

Dopo la prossima settimana peró un pó di meritato riposo: ben tre giorni dal 27 agosto per dormire e montare mobili che acquisteremo in questi giorni all’Ikea.

Mi serve proprio qualche giorno per pensare ad altro: sono stati due mesi pienissimi e limitarci a godere della reciproca compagnia ci fará bene prima di ributtarci io sul lavoro e lei alla sua ricerca.

Giá la sua ricerca… Alessia sta sviluppando il timore di assomigliare a Homer.

Camicia unta, televisione sempre accesa, birra in mano: comincia a minacciarmi con questa prospettiva.

Voi ci credete? Speriamo in un pó di suerte…