Alla fine l’Italia supera la Spagna

4 Ottobre, 2008

Finalmente è di nuovo sabato.

Il nostro programma per questo fine settimana è oziare e smaltire il raffreddore che ci siamo beccati in Italia. Da bravi abitudinari cominciamo la giornata facendo colazione al bar mentre commentiamo El País. Durante la settimana lo leggiamo su internet, ma dal venerdí alla domenica lo compriamo: ci sono gli inserti e ci piace leggerlo assieme.

In questi giorni nei giornali spagnoli parlano soprattutto della crisi economica mondiale, della manovra salva-USA, dei tassi europei… La crisi economica qui fa paura e sicuramente danni, e in effetti ci sono regioni molto provate. Ma per fortuna a Madrid si vede poco. E comunque è crisi in tutta Europa.

Freschi del rientro in Italia, e dei massmedia italiani, troviamo molto interessante sfogliare il giornale in questi giorni. È vero che leggiamo i quotidiani on-line italiani tutti i giorni, ma non respiriamo il clima che c’è in Italia ora (per fortuna). E quindi ora è inevitabile sentire la differenza. Di approccio, di clima, di atteggiamento. Basta sfogliare El País di oggi per accorgersene.

Comincia con le notizie internazionali: approvazione della manovra USA, la guerra in Georgia, la xenofobia in Italia. Poi si passa alle nazionali: ieri il Governo ha approvato 4 decreti di attuazione della Legge della Memoria; un po’ di ETA; l’incontro tra governo e opposizione per trovare soluzioni all’inflazione. Poi si parla di economia: di nuovo il piano USA; la BCE; le misure di UK Grecia, Irlanda e Francia di fronte alla recessione; l’aumento della disoccupazione in Spagna. Il resto è dedicato alle opinioni, approfondimenti, cultura.

La conclusione non può che essere: di fronte alla crisi economica tutti i governi stanno presentando le doverose analisi delle  loro situazioni interne (oggi la Francia ha dichiarato di essere entrata in recessione) e proposte per affrontarla; in Spagna il Governo ha presentato nei giorni scorsi un piano basato la semplice (?) e socialista equazione aumento povertà = incremento dello stato sociale (a costo di aumentare il debito pubblico, che tanto è solo al 30% del PIL); non pago, ha deciso di continuare a curare le ferite aperte della dittatura franchista, dando la cittadinanza spagnola a tutti coloro che sono venuti a combattere durante la guerra civile contro i fascisti, riconoscendo come vittime tutti i preseguitati da Franco prima e durante la dittatura, comprese le vittime degli anni delle mobilitazioni sindacali.

In Italia invece la crisi economica non c’è (“È tutto sotto controllo”), non c’è quindi bisogno di fare nessun tipo di analisi, e tantomeno c’è bisogno di attuare misure straordinarie di tutela economica; anzi semmai si può lavorare contro lo spreco di soldi per un eccessivo stato sociale (troppa scuola, troppa gente che studia…); la crisi, se c’è, è semmai confinata in alcune zone che doverosamente il governo si precipita ad aiutare (come la sofferente comunità mafiosa di Catania); c’è piuttosto invece un sacco di gente straniera maleducata che si ostina a vivere nelle baracche disturbando i bravi cittadini che (non) pagano le tasse, ma per fortuna il Governo sta già provvedendo a bastonarla o a spedirla in Spagna; infine anche il Governo italiano sta studiando il modo per sanare le ferite della “guerra civile” e riconoscere le sofferenze dei perseguitati della libertà e della democrazia, come i patriottici repubblichini.

Che sia diventata l’Italia il paese dei balocchi e dei cani legati con la salsiccia?