Qualche cambiamento

15 Ottobre, 2008

Sono stati 10 giorni molto pieni.

Ci siamo iscritti alla Escuela de Idioma e abbiamo iniziato le lezioni. Dopo la prova di livello ci hanno preso entrambi al livello Intermedio 2 (che sarebbe il quarto dei sei a disposizione) ed é iniziata la rumba.

Il corso infatti dura fino a metá febbraio e prevede 2 ore di lezione tutti i giorni dalle 18 alle 20. E abbiamo avuto fortuna nel trovare ancora posto nel turno delle 18; avevo provato con quello dopo ma c’era troppa gente davanti a me…

Quindi da qui a febbraio la nostra giornata sará: sveglia alle 6, colazione in casa dato che a quell’ora tutti i bar sono chiusi, metropolitana o autobus alle 7 e inizio lavori alle 8. Alle 17 di corsa parte il trasferimento dai rispettivi lavori per arrivare a lezione in ritardo verso le 18.15. Alle 20.45 si é finalmente in casa dopo una giornata piuttosto lunga.

Mentre per Alessia l’orario lavorativo é quello normale, io ho strappato un accordo temporaneo con il responsabile di questo progetto ma non so come sará per il prossimo…

Giá… il prossimo…

Ci siamo: qui ho quasi finito e sto facendo la documentazione delle operazioni svolte.

Proprio lunedí mi hanno comunicato la mia nuova destinazione: un progetto di commercio elettronico a Barcelona per due settimane. Saró di supporto per l’attivazione di un nuovo sito.

Un’ottima notizia sicuramente anche se l’idea di dormire fuori casa da solo nelle prossime 2 settimane non ha entusiasmato nessuno dei due.

Ma é il segnale che qui si é lavorato abbastanza bene ed é una occasione da prendere soprattutto se si é ancora ufficialmente in prova…

Almeno approffitteremo di IBM per farci pagare i biglietti per un weekend a Barcelona; cosa che volevamo fare da un pó.

Oggi quindi potrebbe essere l’ultimo giorno qui; un pó mi dispiace lasciare questo ambiente anche se non ci ho vissuto momenti semplici. Peró é qui che é cominciata l’avventura e il mio collega mi ha dato una grossa mano a vivere questi primi quattro mesi di lavoro.

Dovró anche saltare due settimane di corso e questo non é affatto bello dato che permette di fare passi in avanti sulla comprensione molto rapidamente ma non posso fare diversamente ora.

Speriamo bene: vorrei avere un pó piú di tempo per prepararmi ma dovró inventarmi un pó di cose anche questa volta. Non é che alla fine la cosa mi diverte un pó?…

La cosa piú triste di questa partenza a parte dormire solo e non vedersi per qualche giorno é sicuramente il fatto che l’unico weekend in cui non posso essere a Madrid arriva con la famiglia uno dei miei migliori amici. Minchia che sfiga…

Ti aspetto la prossima volta: spero davvero che arrivi molto presto


La prima settimana di lavoro

13 Settembre, 2008

Dopo uno studio matto e disperato del mercato del lavoro a Madrid finalmente sono riuscita a trovare lavoro. Tutto sommato mi è andata bene: 2 mesi di ricerca nel periodo estivo forse non sono poi così tanti. La ricerca però è stata a tempo pieno e ha richiesto la messa in campo di tutte le strategie informatiche che la modernità ci regala. In altre parole mi sono iscritta a quasi tutti i motori di ricerca del lavoro spagnoli, ho inviato un casino di mail e passato giornate intere a leggere annunci su internet. Alla fine mi hanno presa proprio nel posto sul quale avevo investito meno. Ma dei colloqui fatti con questo datore di lavoro ho già raccontato….
Prima di scrivere i dettagli ho preferito però aspettare di firmare il contratto: per scaramanzia, sapete com’è…..
Ecco qua: lavoro in una società del gruppo Santander, la banca spagnola (anzi basca), sono in un ufficio open space con un centinaio di persone, faccio l’amministrativa e seguo uno dei vari servizi bancari, ho un contratto a tempo determinato di 9 mesi ma con possibilità di assunzione definitiva, ci metto un’ora ad andare al lavoro, ma ho degli orari comodissimi, perchè alle 17 finisco di lavorare e qua in Spagna è un lusso. L’ambiente è tranquillo e rilassato: in generale negli uffici spagnoli non è che ci si sbatta più di tanto. E questo per me è una novità: sono abituata ad altri ritmi e ad altre pressioni.
Quello che faccio mi piace abbastanza. Per cominciare va benissimo, poi più avanti vedrò.
Insomma, sono molto soddisfatta e mi ritrovo alla fine della prima settimana di lavoro con il sorriso stampato in faccia e le energie e l’entusiasmo per affrontare un’insonne Notte Bianca a Madrid….dopo una meritata siesta ovviamente…..


Come trovare lavoro a Madrid…

8 Settembre, 2008

Dopo una lunga ricerca abbiamo concluso che il segreto per riuscirci esiste e consiste nel seguire militarmente questo decalogo base:

1) Quando ti chiamano per fissare un appuntamento per il colloquio, fatti trovare rigorosamente dentro al Museo del Prado. In questo modo sarai costretta a nasconderti dietro una colonna e a sussurrare al telefono per non farti beccare dal guardiano ciccione (c’è sempre un guardiano ciccione al Prado che ti fissa le tette).

2) Presentati all’appuntamento completamente ignara dell’offerta a cui hai risposto, del lavoro per cui ti hanno chiamata e dell’azienda che ti ha proposto il colloquio

3) Non spegnere assolutamente il cellulare nè la sua suoneria per consentire alla mamma di chiamare ripetutamente durante i principali passaggi del colloquio.

4) Alla domanda “perchè sei interessata all’offerta?” rispondere prima arrampicandosi sugli specchi in maniera molto vaga, quindi alla domanda diretta “perchè lei si ricorda, VERO, di che offerta parliamo?” rispondere prima che si ha chiarissimo quale sia l’offerta con tono palesemente falso e, in seguito, dopo una studiata pausa, ammettere di non averne la piu pallida idea, facendo un sorriso malizioso nel caso l’intervistatore sia un giovane maschio.

5) Quando ti chiedono (classica coña domanda) “Perchè ti sei trasferita in spagna?”, assumere sguardo e tono ispirati e proporre la solita pappardella del progetto di vita.

6) Quando invece ti chiedono “Cosa ti aspetti dal lavoro?” non rispondere come è ovvio “uno stipendio” bensí lanciati nel decantare la tua progettualitá “Sto cercando un progetto anche lavorativo al quale appartenere e nel quale riconoscermi e sul quale poter investire il mio futuro”. Noterai l’occhio dell’intervistatore finalmente illuminarsi e un filo di bavetta scendere dal lato destro della bocca.

7) Quando ti domanderá delle tue competenze su office e in particolare excel, non esitare a rispondere che conosci benissimo l’argomento soprattutto le “tabelle dinamiche”. E’ ovvio che non hai la piú pallida idea di cosa siano ma hai la certezza che una volta a casa, la tua dolce metá provvederá a spiegartelo.

8 ) Alla seconda intervista in cui ti proporranno un posto in un dipartimento contabile senza contatti con i clienti risponderai senza esitazioni “Perfetto, lo preferisco”.

9) Alla terza intervista in cui invece ti proporranno un posto in un dipartimento commerciale quindi con frequenti contatti con i clienti, risponderai nuovamente senza esitazioni “Perfetto, lo preferisco”.

10) Infine quando ti chiameranno la mattina all’alba a sorpresa (verso le 10.30 quindi svegliandoti improvvisamente perchè hai dimenticato il cellulare acceso) per farti una prova di inglese telefonica, dove ti chiederanno di nuovo “Perchè sei venuto in Spagna?” conserverai sufficiente luciditá per non insultarli e risponderai con la lingua impastata “Non lo so, forse cercavamo un lavoro”

Non ci credete?

Provateci: il risultato è assicurato.


Una giornata normale

22 Luglio, 2008

Molti di voi si fanno questa domanda (o no?).

Cosa fa J tutti i giorni?

Tutto comincia dalla colazione: non piú al Gardenia ma nel fumoso bar sotto casa

Di solito bevo un meraviglioso (?) cafe con leche verso le 7.20 prima di partire verso la meta.
Vado verso la stazione della metro

che sta a 5 minuti da casa

e mi inoltro nei meandri della linea 8

Scendo quindi dalla metro e vado sulla Cercanias che, spesso piena, mi porta a Tres Cantos

Qui c’è il momento piú piacevole della mattinata: 10 minuti a piedi accompagnato dal fresco e dal silenzio del mattino

D’accordo: il viale non è un granchè ma vi assicuro che sono 10 minuti di vera e propria meditazione.

Arrivo quindi al Parco Tecnologico de Madrid a Tres Cantos

Finisce cosi la mia peregrinazione: un’ora e un quarto circa.

Poco o tanto dipende dal criterio con il quale lo state giudicando: qui a Madrid è un tempo di percorrenza medio che faccio spesso seduto leggendo qualcosa.

Sono soddisfatto comunque anche per il fatto che i mezzi pubblici funzionano talmente bene qui che abbiamo usato la macchina solo una volta in 5 settimane!!

Non male vero?


Partenza violenta

11 Giugno, 2008

Immaginavo sarebbe stata difficile peró vi assicuro che questi primi tre giorni hanno confermato i timori.

Lunedí sono stato per la prima volta in ufficio a Las Rozas e il trasferimento ha preso piú di un’ora e un quarto da casa. Speravo un pó meglio ma va bene anche cosí anche perché non so quante volte vedró l’ufficio quest’anno.

Almeno mi hanno dato il portatile per lavorare e ci sto mettendo dentro il software.

La mia giornata poi é trascorsa molto tranquilla fra le varie chiacchiere e ho studiato la roba necessaria per andare dal cliente il giorno successivo.

Lunedí invece é stata allucinante la giornata di Alessia che é stata rimpallata per tutta la mattinata da ogni ufficio in cui é andata a bussare: banca, commissariato, ecc.

Stiamo battagliando su tutti i fronti.

Martedí prima giornata dal cliente: lanciato direttamente nella mischia e mega casino senza sapere cosa dovevo fare e con chi. Tutto il mondo é paese.

Ieri e oggi sto facendo attivitá da amministratore di sistema: non é nuova ma era un bel pezzo che non operavo su queste cose sul campo.

La sensazione é che la societá abbia un sacco di gente brava e rilassata peró probabilmente la gavetta di questi mesi sará difficile. Spero di poter imparare un sacco di roba da gente che mi pare ne sappia molto piú di me.

Siamo ancora senza internet ma Alessia sta lavorando pesante sul fronte dei documenti (per fortuna) e spero che questa tortura duri ancora poco per lei.

Al momento vengo tutti i giorni a Tres Cantos e vi sto scrivendo da qui adesso.

Anzi vado a chiudere perché per oggi ho nuotato abbastanza.

Vi pensiamo molto: un abbraccio


Emigrare capitolo tre

30 Maggio, 2008

Riassumendo: dopo tre giorni di viaggio su e giù per gli uffici Madrid (che vi assicuro non è così piccola…) e non certo per godersi il viaggio di nozze (!), il nostro bilancio si limita al possesso del numero di previdenza sociale.

Piccolo risultato direste; ma è fondamentale per ottenere altre cose.
Per esempio per accendere l’assicurazione sanitaria per entrambi (gentilmente offerta da atSistemas) e per ottenere la tessera sanitaria.

Con la tessera poi potremo richiedere il medico di base e l’iscrizione al servizio sanitario nazionale.
Fino a qui tutto semplice (…): peccato però che per la tessera sanitaria occorre avere l’empadronamiento e, per avere l’empadronamiento occorra il contratto di affitto firmato…

Per semplificare il tutto, ognuna di queste operazioni deve essere fatta in un ente diverso…

Fra 10 giorni il quarto capitolo


Emigrare capitolo due

30 Maggio, 2008

Burocrazia: tutto il mondo è paese…

Una volta trovato l’appartamento, abbiamo avviato tutte le pratiche necessarie per vivere a Madrid.
Sulla carta non dovrebbe essere complesso: siamo cittadini comunitari o no??

Invece presto abbiamo scoperto che aprire un conto bancario è un’impresa quasi impossibile.
Le banche, dall’alto della loro elasticità, chiedono una serie di documenti che è impossibile ottenere da stranieri in tempi brevi.

Per esempio il famigerato e obbligatorio NIE (numero de identificación de extranjero): senza di esso non si può chiedere la maggior parte dei documenti.
Il punto è che per ottenerlo occorre prenotare telefonicamente un appuntamento che non vi sarà dato prima di tre mesi.
Ieri abbiamo chiamato per fissare il fatidico appuntamento e ci è stato dato niente popò di meno che per il 10 di settembre.

Ma come si fa a farsi pagare lo stipendio senza aprire un conto?
E come si fa ad aprire un conto senza il NIE?

Grazie al gentile impegno delle ragazze del BBK (www.bbk.es) che hanno telefonato per conto nostro a polizia, agenzia tributaria ecc. abbiamo scoperto di poter richiedere un NIF Provisional (temporaneo).

Ovviamente questo è costato comunque quattro o cinque viaggi diversi al commissariato e nei vari uffici per poter mettere insieme le informazioni dato che ognuno di questi ne conosceva solo una parte.

Non è finita…


Emigrare capitolo uno

30 Maggio, 2008

Requisito indispensabile per risiedere senza problemi all’estero è avere un contratto di lavoro… Oppure risultare mantenuti da qualcuno che ne ha firmato uno…
Noi siamo riusciti a soddisfarli entrambi!!
Mercoledì scorso Marco ha firmato il contratto definitivo con atSistemas e questo ci ha consentito di avviare con entusiasmo (ricordiamo a tutti che in teoria saremmo in viaggio di nozze…) tutte le pratiche burocratiche per vivere a Madrid.