Cuba por fin – Seconda parte

L’arrivo a Pinar del Rio é caratterizzato dalla caccia all’uomo.

Infatti, appena i turisti scendono dall’autobus, vengono assediati da molte persone che ti propongono di dormire a casa loro, di fare un’escursione, di comprare sigari, ecc.

Dopo una breve trattativa ci accordiamo con “el moro”, un ragazzone di 110 chili che faceva pugilato e che ha un appartamento la cui vista dá proprio sul parcheggio degli autobus. Tutto casa e lavoro insomma.

Diciamo che, con ogni probabilitá, in casa non mancava il cibo

In ogni caso sanno il loro mestiere e l’accoglienza é ottima. Ci piazziamo immediatamente sul terrazzino per pranzare e la signora ci fa capire subito che in casa non si scherza con le razioni

El moro ci organizza subito un’uscita a vedere come si lavora la pianta piú importante in questa zona: il tabacco.

Andiamo niente popó di meno che da Robaina, l’unico privato che ha dato nome a una marca di puros (sigari).

Ci portano due amici del nostro padrone di casa (ovviamente) a bordo di una meravigliosa Lada

con vetri rossi che ci garantiscono una visione “Chernobyl” del paesaggio veramente irripetibile

Sul posto ci accoglie come guida uno dei nipoti del decano Robaina

che, senza nessuna voglia, ci descrive il funzionamento della piantagione e ci fa spiare l’interno di una delle affascinanti case del tabacco.

Veder preparare un puro (anche se in modo molto semplificato) resta un’esperienza affascinante

Rientriamo in cittá e passiamo la serata al teatro Milanes. Davvero un posto fantastico con un patio all’aperto dove abbiamo ascoltato un gruppo locale e incontrato un cantante davvero molto simpatico, Felix.

Il giorno dopo via, verso Maria la Gorda. Il viaggio da Pinar del Rio é piuttosto lungo (2 ore e mezza di strada) ma volevamo assolutamente vederla.

Infatti la spiaggia é un vero paradiso

Ecco cosa voleva dire: stare ai Caraibi…
Passiamo la giornata fra sole, acqua cristallina e libri: una vera meraviglia. Anche se ovviamente finiamo per bruciarci.

Dedichiamo l’ultimo giorno a Pinar del Rio a una gita a Viñales.
Ce l’avevano consigliata tutti e non potevamo non vederla ma l’impressione é che fosse decisamente troppo turistica per i nostri gusti.

Decidiamo subito di prendere una bici per visitarne i dintorni e vedere i famosi “monogotes

Partiamo piuttosto baldanzosi

circondati da un paesaggio davvero meraviglioso

nel quale forse anche Tim Burton si sarebbe trovato a suo agio

Completamente distrutti da quasi tre ore di bicicletta sotto il sole circondati da compagnie discutibili

decidiamo che la nostra gita si poteva limitare al primo punto segnalato dalla guida, il mural de la preistoria.

Mangiamo qualcosa sul posto circondati da italiani e rantoliamo di nuovo in cittá.
Ci facciamo venire a prendere di nuovo dagli amici della Lada inviando un SMS da 3 euro (!).
Il giorno dopo decidiamo di prendere un taxi compartido per Trinidad.
Pinar del Rio non é una cittá molto publicizzata ma ci é piaciuta: é molto attiva e molto cubana, ha il suo fascino

Salutiamo e ringraziamo el Moro pronti per la prossima destinazione: Trinidad.
Solo 8 ore di macchina ci separano dalla meta…

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