Cuba por fin – Prima parte

Dopo ormai 9 mesi di permanenza all’estero, abbiamo deciso di concederci il viaggio di nozze.

Eh giá: con tutti i preparativi per il matrimonio e il trasloco, l’anno scorso non eravamo riusciti a prenderci un pó di tempo per fare un bel viaggio.

Quindi una volta tornati dalle vacanze di Natale a Faenza, abbiamo iniziato a programmare il viaggio tanto anelato.  Marzo ci era parso il momento migliore per visitare Cuba; stagione secca, inverno caraibico quindi almeno 20 gradi.

Le offerte erano piuttosto buone: la crisi aiuta per certe cose…

Naturalmente abbiamo prenotato solo il viaggio in aereo (con Cubana…) e due notti in albergo per ambientarci appena arrivati a la Habana. Il resto lo avremmo improvvisato in base a una traccia di percorso preparato qui.  In realtá non preparammo molto prima di partire (soprattutto per colpa mia…).

Il venerdí pomeriggio ci presentiamo al T1 pronti per affrontare il lungo volo (10 ore) cotti come due ceci. In aereo proviamo a dormire ma non é cosi semplice con l’impianto audio che si blocca e continua a fischiare incontrollato per ore nella disperazione collettiva.

Arriviamo piuttosto sconvolti nella serata dello stesso venerdí (loro sono indietro di 6 ore) e dopo aver cambiato i nostri euro in CUC, veniamo catapultati in un taxi da un servizio d’ordine organizzato in modo quasi militare per distribuire i turisti appena arrivati.

Per 25 CUC ci porta al nostro albergo nel centralissimo quartiere Vedado.

Nei quasi venti chilometri che ci separano dalla cittá iniziamo ad apprezzare cosa vedremo a Cuba: un parco macchine molto curioso, povertá ma anche tanta vitalitá.

L’albergo non é un granché almeno per gli standard europei: costa una follia (80 CUC  a notte) e non é neppure particolarmente pulito. Ci convinciamo della validitá delle casas particulares come alternativa agli alberghi.

Andiamo a letto cercando di prendere il ritmo del fuso orario e tutto sommato ci svegliamo piuttosto pronti

La cittá ci aspetta!!

Partiamo per l’esplorazione della Habana vieja. Ovviamente con i meravigliosi mezzi messi a disposizione dalla ingegnosa popolazione cubana.

A la Habana restiamo tre giorni girovagando spesso con il naso all’insú affascinati da tanti palazzi e tanti scorci meravigliosi

Giornate interessanti passate fra messaggi intelligenti

auto imperdibili

(avevate mai sentito parlare della FIAT Polski???) e momenti di autentica emozione

abbiamo passato l’ultimo giorno in compagnia di una vecchia amica di famiglia

che non riesce a spiegarsi in nessun modo il motivo del disfacimento italiano degli ultimi anni… Ah la saggezza…

Ma nuove avventure ci attendono e partiamo sognanti verso nuovi orizzonti

Ci trasferiamo a Pinar del Rio nell’est dell’isola. Sulla strada diversi messaggi ci ricordano che stiamo entrando in una regione molto attiva e produttiva dell’isola

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