Dopo altre settimane di routine bestiale (sveglia alle 6, lavoro, corso dalle 18 alle 20 e svenimento serale), abbiamo deciso di concederci una piccola gita fuori porta nel ponte dove milioni di madrileñi vanno a spasso per tutto il paese.
Non avevamo molta energia per affrontare trasferte impegnative quindi dopo una breve tratttativa abbiamo optato per Avila. Ovviamente scegliendo il treno.
Per due motivi in realtá: il primo é che é folle pensare di muoversi in macchina nel ponte prima di Natale, il secondo é che senza libretto di circolazione, avremmo potuto avere qualche problema nell’incontrare una pattuglia.
Venerdí infatti ho faticosamente avviato le procedure per immatricolare la macchina qui in Spagna. E tra i 1000 documenti (sempre naturalmente in originale e in fotocopia) che la brillante burocrazia spagnola mi ha chiesto, ho dovuto abbandonare allo sportello sia il libretto di circolazione che il certificato di proprietá del nostro meraviglioso autoveicolo.
Domani dovrei ritornare in possesso di tutto: spero di non dover consegnare altri documenti tipo il titolo di studio per poter ottenere una fottutissima targa.
Ma torniamo a noi.
Siamo partiti con una lauta colazione nella pasticceria vicino a casa
Faceva un freddo anche dentro… Perché usare l’aria condizionata anche a dicembre? Mah…
La giornata a dirla tutta non prometteva benissimo
Neanche si vedevano le torri di Chamartin quando siamo arrivati in stazione.
Ma non ci siamo fermati per cosí poco: del resto eravamo in formissima quindi abbiamo avviato una profonda e interessante conversazione in treno riguardo ai piani economici attuati da Italia e Spagna
Arrivati ad Avila, ci siamo diretti verso la cittá antica fra auto vecchie e nuove
Faceva un freddo porco: quindi dopo essere entrati nella muraglia
davvero molto affascinante e ben conservata, ci siamo concessi una pausa per mangiare qualcosa
Un paio d’ore dopo abbiamo ripreso il giro.
Per prima cosa volevamo provare il brivido di camminare sulla muraglia
Quindi abbiamo resistito alle ventate gelate e alle scalinate molto ripide divertendoci pure
Il tempo sicuramente non ci stava aiutando
forse addirittura il freddo stava avendo influssi psicotropi
Fatto sta che dopo tre ore di passeggiata, seppur affascinati dalla bellezza del luogo
abbiamo optato per una piú convenzionale sosta al bar per una cioccolata calda e siamo rientrati lucidi come all’andata
Il rientro alla cittá natale si avvicina…
9 Dicembre, 2008 alle 12:20 pm |
Era ora un aggiornamento… cominciavo ad essere preoccupata