Rientrare dopo due mesi

25 Settembre, 2008

Giornate strane quelle di questa settimana.

Alessia è tornata all’ovile un paio di giorni prima di me e passare anche solo due serate da solo in casa con i gattoni é stata dura.

Non siamo certo abituati a stare separati (per fortuna) e ruzzolare per casa mi ha fatto pensare a quanto potrebbe essere difficile affrontare un’avventura come quella che abbiamo intrapreso se si é da soli…

Ma non é il nostro caso!!! E stasera prendo l’aereo anch’io per ricongiungere la famiglia!

I gattoni restano qui (anche se hanno giá viaggiato in aereo) perché non ha senso farli volare fino a casa per pochi giorni e la nostra gentile vicina non vede l’ora di prendersene cura.

Ho una gran voglia di vedere i vecchioni e la famiglia: mi mancano molto.

Dall’altra parte la quotidianitá che ci siamo conquistati qui mi piace molto e queste ultime settimane di lavoro di entrambi sono state fantastiche.

L’emergenza lavoro é tornata sotto controllo: ho trovato le misure nel rapportarmi con clienti e colleghi e tutto si é fatto decisamente piú rilassante.

Il lavoro in Spagna é in generale piú rilassato: certo si lavora molto anche qui ma c’é piú rispetto per le persone. Le telefonate fuori orario o la disponibilitá oltre gli accordi sono cose rare che vengono concordate in anticipo: nessuno si sogna di chiamarti in ferie se non é esploso qualcosa o non hai dato esplicitamente la tua disponibilitá.

Poi ci sono anche qui questioni politiche e litigi assurdi ma confrontandola con le logiche intricate e inutili che si vivono in molti progetti italiani, qui sembra quasi un’isola felice.

Addirittura esiste l’usanza di convocare ogni anno i dipendenti per discutere l’aumento di stipendio e per parlare di come si é lavorato e come ci si trova.

Insomma… ci troviamo bene e anche se l’anno prossimo qui sará piú dura (la crisi passa su tutta europa), sará sempre meglio che trovarsi nel pantano italiano (qui ce ne sarebbe parecchia da dire, lo faró un’altra volta).

Stasera rientro e non vedo l’ora: che bello essere coccolati!


Un pomeriggio al parco

14 Settembre, 2008

Ci sono molti buoni modi per trascorrere una rilassante domenica pomeriggio qui a Madrid.

Uno di questi è sicuramente il parco del Retiro.

Ma meglio fare le cose con calma: quindi prima di andare verso il parco ci siamo fermati in plaza dos de mayo a pensarci su

Meglio andarci questa domenica o la prossima?
L’idea di sdraiarsi sul prato e l’incontrollabile desiderio di Alessia di farsi portare in barca l’hanno avuta vinta.

Quindi prima ci siamo sdraiati con calma

per goderci un pó di sole e un pó dei colori preautunnali del parco

A questo punto ci siamo chiesti: meglio restare qui sdraiati o farci un giretto?

Un interrogativo che necessitava un’altra difficile riflessione

Tutto risultava troppo difficile… Perchè?

Preso atto della pesantezza della decisione e della necessitá di andare in barchetta, ci siamo mossi verso altri lidi.

Purtroppo in molti avevano giá sentito la nostra esigenza e, di fronte a una fila titanica, abbiamo dovuto rinunciare. Non senza intristirci…

Ma non siamo tipi che si intristiscono

Quindi siamo ripartiti alla ricerca di nuove prospettive

Fino a ritrovare finalmente la nostra

Quindi siamo tornati a casa dove qualcuno cercava la cena

anche un pó arrabbiato…


Una domenica oziosa a Madrid

14 Settembre, 2008

Reduci dalle fatiche Notte Bianca, ci siamo presi una domenica di nullafacenza. Come ci si vizia con poca spesa e senza muoversi tanto da casa qui? Facile: ci alza all’una innanzitutto e con molta calma si va a fare colazione al cafè pasticceria dietro l’angolo. Nel tragitto si passa davanti all’edicola e si prende El País, che ha l’inserto della domenica economia e cultura. Al cafè, famoso per la sua cioccolata calda e i dolci, ovviamente si prende cioccolata calda e pasticcini. La cioccolata è molto densa e mai troppo dolce: un viaggio direttamente agli albori centroamericani del cacao. La pastafrolla si scioglie appena la si mette in bocca. Il pasticcere di questo posto è un genio e per noi già una specie di divinità: se vedeste la vetrina capireste anche voi. Neanche a dirlo poi i prezzi sono davvero bassi.

Questo rito richiede almeno un’ora se non due, così a metà pomeriggio già fatto, si rientra e ci si butta nel letto per un sonnellino digestivo e poi dal letto alla vasca per dedicarsi alla cura del corpo.

Belli, puliti e affamati, si è pronti per farsi una bella paella: al supermercato se ne trova surgelata, economica e veloce da fare. C’è il condimento, il pesce e la verdura; si aggiunge il riso e in mezzora si ha una paella fantastica (ovvio, i nostri palati non sono particolarmente raffinati in fatto di paelle, probabilmente un valenciano inorridirebbe). Va degustata rigorosamente in terrazza godendosi il tramonto.

Poi si è pronti per un po’ di tv a impatto mentale zero, che ti prepara giusto giusto per un riposo ristoratore. Purtroppo domani è già lunedì….


La prima settimana di lavoro

13 Settembre, 2008

Dopo uno studio matto e disperato del mercato del lavoro a Madrid finalmente sono riuscita a trovare lavoro. Tutto sommato mi è andata bene: 2 mesi di ricerca nel periodo estivo forse non sono poi così tanti. La ricerca però è stata a tempo pieno e ha richiesto la messa in campo di tutte le strategie informatiche che la modernità ci regala. In altre parole mi sono iscritta a quasi tutti i motori di ricerca del lavoro spagnoli, ho inviato un casino di mail e passato giornate intere a leggere annunci su internet. Alla fine mi hanno presa proprio nel posto sul quale avevo investito meno. Ma dei colloqui fatti con questo datore di lavoro ho già raccontato….
Prima di scrivere i dettagli ho preferito però aspettare di firmare il contratto: per scaramanzia, sapete com’è…..
Ecco qua: lavoro in una società del gruppo Santander, la banca spagnola (anzi basca), sono in un ufficio open space con un centinaio di persone, faccio l’amministrativa e seguo uno dei vari servizi bancari, ho un contratto a tempo determinato di 9 mesi ma con possibilità di assunzione definitiva, ci metto un’ora ad andare al lavoro, ma ho degli orari comodissimi, perchè alle 17 finisco di lavorare e qua in Spagna è un lusso. L’ambiente è tranquillo e rilassato: in generale negli uffici spagnoli non è che ci si sbatta più di tanto. E questo per me è una novità: sono abituata ad altri ritmi e ad altre pressioni.
Quello che faccio mi piace abbastanza. Per cominciare va benissimo, poi più avanti vedrò.
Insomma, sono molto soddisfatta e mi ritrovo alla fine della prima settimana di lavoro con il sorriso stampato in faccia e le energie e l’entusiasmo per affrontare un’insonne Notte Bianca a Madrid….dopo una meritata siesta ovviamente…..


Come trovare lavoro a Madrid…

8 Settembre, 2008

Dopo una lunga ricerca abbiamo concluso che il segreto per riuscirci esiste e consiste nel seguire militarmente questo decalogo base:

1) Quando ti chiamano per fissare un appuntamento per il colloquio, fatti trovare rigorosamente dentro al Museo del Prado. In questo modo sarai costretta a nasconderti dietro una colonna e a sussurrare al telefono per non farti beccare dal guardiano ciccione (c’è sempre un guardiano ciccione al Prado che ti fissa le tette).

2) Presentati all’appuntamento completamente ignara dell’offerta a cui hai risposto, del lavoro per cui ti hanno chiamata e dell’azienda che ti ha proposto il colloquio

3) Non spegnere assolutamente il cellulare nè la sua suoneria per consentire alla mamma di chiamare ripetutamente durante i principali passaggi del colloquio.

4) Alla domanda “perchè sei interessata all’offerta?” rispondere prima arrampicandosi sugli specchi in maniera molto vaga, quindi alla domanda diretta “perchè lei si ricorda, VERO, di che offerta parliamo?” rispondere prima che si ha chiarissimo quale sia l’offerta con tono palesemente falso e, in seguito, dopo una studiata pausa, ammettere di non averne la piu pallida idea, facendo un sorriso malizioso nel caso l’intervistatore sia un giovane maschio.

5) Quando ti chiedono (classica coña domanda) “Perchè ti sei trasferita in spagna?”, assumere sguardo e tono ispirati e proporre la solita pappardella del progetto di vita.

6) Quando invece ti chiedono “Cosa ti aspetti dal lavoro?” non rispondere come è ovvio “uno stipendio” bensí lanciati nel decantare la tua progettualitá “Sto cercando un progetto anche lavorativo al quale appartenere e nel quale riconoscermi e sul quale poter investire il mio futuro”. Noterai l’occhio dell’intervistatore finalmente illuminarsi e un filo di bavetta scendere dal lato destro della bocca.

7) Quando ti domanderá delle tue competenze su office e in particolare excel, non esitare a rispondere che conosci benissimo l’argomento soprattutto le “tabelle dinamiche”. E’ ovvio che non hai la piú pallida idea di cosa siano ma hai la certezza che una volta a casa, la tua dolce metá provvederá a spiegartelo.

8 ) Alla seconda intervista in cui ti proporranno un posto in un dipartimento contabile senza contatti con i clienti risponderai senza esitazioni “Perfetto, lo preferisco”.

9) Alla terza intervista in cui invece ti proporranno un posto in un dipartimento commerciale quindi con frequenti contatti con i clienti, risponderai nuovamente senza esitazioni “Perfetto, lo preferisco”.

10) Infine quando ti chiameranno la mattina all’alba a sorpresa (verso le 10.30 quindi svegliandoti improvvisamente perchè hai dimenticato il cellulare acceso) per farti una prova di inglese telefonica, dove ti chiederanno di nuovo “Perchè sei venuto in Spagna?” conserverai sufficiente luciditá per non insultarli e risponderai con la lingua impastata “Non lo so, forse cercavamo un lavoro”

Non ci credete?

Provateci: il risultato è assicurato.


Ufficialmente trasferiti!

8 Settembre, 2008

Sembra incredibile ma ce l’abbiamo fatta.

Tre mesi e mezzo dopo la richiesta dell’appuntamento (la famigerata “cita”) siamo riusciti a ottenere il NIE!

Il tanto temuto Número de Identificación de Extranjeros non è altro che una sorta di codice fiscale apparentemente innocuo che in realtá viene considerato da molti enti (fra questi naturalmente anche le banche…) come unico documento valido per accedere a determinati servizi.

In teoria in quanto italiani siamo cittadini comunitari e dovrebbe bastare la nostra carta di identitá.

Ma vi sfido a presentarvi a una qualsiasi banca per aprire un conto corrente senza avere l’originale tra le mani…

Il nostro percorso verso la legalitá é iniziato venerdi scorso verso le 12.30 (ho detto verso la legalitá non verso la fretta). Dopo alcune fermate di metro siamo giunti alla sede del ministerio de economía y hacienda.

(La vedete sullo sfondo dietro quel brutto tipo con gli occhiali da sole).

Per testimoniare il fatto che non mentivamo (dopo tre mesi e mezzo ci si puó aspettare di tutto) abbiamo preferito utilizzare un metodo inequivocabile: la foto con il giornale del giorno

Quindi non senza un certo timore reverenziale siamo entrati con una mezz’ora di anticipo.
E sorpresa! Ci aspettavano!

Piú o meno: in realtá aspettavano per le 13.30 una curiosa coppia di italiani, SABBRI e PONTI.
Abbiamo sfruttato l’incertezza e voilá! 5 minuti dopo avevamo il NIE nelle nostre mani!

Ma come?? Joder! (Ero partito bene non me la son sentita di scrivere caxxo in italiano…)

Tutte queste storie e quest’attesa per farci dare un foglietto da tre impiegate in un ufficio praticamente vuoto?!??!

Per un’attesa simile mi sarei aspettato almeno la banda!

Un pó delusi ma anche felici per essere ufficialmente parte della comunitá di Madrid siamo quindi usciti manifestando apertamente il nostro entusiasmo

Lo so vi chiedete cosa è cambiato rispetto alla foto precedente… Che ci devo fare? Questo post mi è venuto cosi…


Tre giorni di ferie: pochi o tanti?

2 Settembre, 2008

Incredibile ma vero: la settimana scorsa sono riuscito a strappare tre giorni di ferie e quindi ho lavorato solo il lunedi e il martedí per poi dedicarmi al tanto sospirato ozio…

Magari…

In effetti è andata molto diversamente dai piani (come quasi tutte le volte) ma il bilancio è tutto sommato positivo. Prima cosa ci siamo iscritti entrambi alla Escuela Oficial de Idiomas de Madrid: per diventare alunni dovremo aspettare il sorteggio e la prova di livello ma intanto abbiamo terminato la parte burocratica.

L’EOI è una figata: per poco piú di 100 euro ti fanno fare un corso intensivo di 3 mesi (2 ore tutte le sere) praticamente in tutte le lingue che vi vengono in mente.

Manco a dirlo la segreteria era piena di cinesi: quelli si che sanno come far girare le informazioni che contano…

La sera ci siamo concessi prima un giro in Plaza Mayor a salutare un vecchio amico

Poi via a tapear a Plaza Sant’Ana

Non male vero?

E’ andata un pó peggio il giorno dopo con il montaggio dei mobili IKEA che ancora occupavano imballati metá del nostro appartamento.

Il risultato peró ci ha lasciato soddisfatti

Il giorno dopo siamo riusciti finalmente a farci una bella dormita e poi siamo partiti per fare un meraviglioso giro in mountain bike per Casa de campo.
Per un disguido peró (indirizzo giusto ma nome del negozio sbagliato) abbiamo dovuto ripiegare senza troppi sforzi su di una gita al Palazzo Reale

Ho potuto quindi liberare la testa da tutti i pensieri

fino a ritrovarmi piuttosto sorpreso seduto a un bar

in compagnia di una ragazza meravigliosa alla quale forse avevo trasferito i pensieri dei quali volevo liberarmi…

Per fortuna quello era lo sguardo del paesano che guarda il treno: completamente assente…
Eh giá con tutti gli sforzi fatti durante la giornata, che si poteva pretendere??!?!

Non restava che tornare a casa e dedicarci per il tempo restante ad attivitá meno impegnative come giocare con il gatto

e soprattutto lasciargli scrivere questo post

Con qualche pausa naturalmente…


L’insostenibile leggerezza della memoria storica

2 Settembre, 2008

La fatica della memoria storica noi italiano la conosciamo bene, in questi tempi dove ricordare è commettere reato di lesa maestá. Eppure anche qui in Spagna ricordare è dolore e fatica.

Quest’anno si celebrano i 30 anni della costituzione repubblicana: sará per la giovine etá, ma qui la democrazia pare cavarsela tutto sommato molto meglio che quella un po’ piú vetusta del dell’italico stivale. La Costituzione qui è ancora un punto di riferimento comune. Ma il passato è recente, il regime è l’altro ieri e ancora si stanno prendendo le misure su come affrontarlo. Nel 1977 fu fatta un’amnistía generale e per vent’anni non ne hanno voluto sapere. Poi qualcosa è cambiato e i familiari delle vittime del franchismo si sono organizzati in associazioni che negli ultimi anni hanno raccolti fondamentali e incredibili archivi storici e banche dati grazie ai quali sono state individuate molte fosse comuni. È notizia di oggi che un giudice ha ingiunto molte amministrazioni pubbliche e ecclesiastiche a fornire entro 15 giorni tutti i dati in loro possesso sulle fosse comuni o denuncie di scomparsa del periodo che va tra il 17 luglio 1936 e l’istituzione del regime franchista tre anni dopo. È un evento storico per la Spagna.

Durante i 3 anni di guerra civile furono uccise più di 100.000 persone: militari repubblicani, ma anche civili. In molti casi furono giustiziati dopo processi farsa dai tribunali speciali (documentati) e sepolti in fosse comuni presso i cimiteri; ma in altri casi queste persone semplicemente scomparvero: quasi sicuramente sommariamente giustiziati o uccisi in carcere, e poi sepolti in fosse comuni non dichiarate. Di queste persone peró è rimasta traccia nei famigliari e amici, o in testimoni oculari: le associazioni come l’Associazione per il recupero della memoria storica, hanno raccolto le testimonianze ( www.todoslosnombres.org ), creato una banca dati del DNA, e trovato alcune di queste fosse. Si sono sobbarcate il costo degli scavi e con l’aiuto di volontari e a volte la collaborazione delle Universitá, hanno cominciato a dissotterrare e identificare le vittime.

Questo lavoro peró non è e non deve essere una responsabilitá solo dei parenti delle vittime: è prima di tutto una responsabilitá dello Stato. Per questo l’anno scorso il governo Zapatero ha istituito una commissione interministeriale presieduta dalla vice premier Fernandez de la Vega, allo scopo di elaborare una Legge sulla Memoria Storica, approvata poi a dicembre. Questa legge obbligherebbe le amministrazioni pubbliche e le comunitá autonome a mettere a disposizione delle famiglie degli scomparsi le mappe delle fosse comuni, a censirle e a identificare i corpi. Il compito è arduo e non tutti sono d’accordo: infatti a 9 mesi di distanza solo Catalogna e Andalusia hanno adempiuto alla legge, le Asturie lo stanno facendo, tutte le altre regioni latitano. Che non sarebbe stato facile giá lo si capiva dai lavori sulla legge: il PP si è sempre dichiarato contrario alla Legge della Memoria, ritenendo che “non si debba riaprire vecchie ferite”….non per niente il PP è stato fondato da un ex-ministro franchista…. Oggi il segretario del PP ha ritenuto di dover ribadire la loro posizione a favore dell’oblío.

Che si trattasse di una responsabilitá pubblica comunque lo pensavano anche le 13 associazioni dei famigliari che, assieme anche a un sindacato e vari privati cittadini, tra il 2006 e il 2007 hanno presentato all’Audiencia Nacional denunce di scomparsa e richiesta di ritrovamento e riconoscimento per i desaparecidos della Guerra Civile. Ad oggi sono migliaia i desaparecidos per i quali è stata presentata denuncia, ma finora la legge è sembrata essere inconsistente per questo tipo di causa. Il ricorso all’Audiencia National è quindi anche simbolico: è infatti un organo della magistratura competente per i casi penali eccezionali, come il genocidio, la tortura, il terrorismo e i delitti contro l’umanitá, sia commessi in Spagna che all’estero, e per i quali le vittime non possono ottenere giustizia in patria. Il giudice che si occupa di questo caso, anche, è un simbolo: Baltasar Garzón è infatti il giudice che nel 1998 chiese l’estradizione e ottenne l’arresto di Pinochet e che ha indagato sulla famigerata Operazione Condor.

Il punto in questione ora è se l’Audiencia Nacional sia competente a giudicare per questo tipo di casi. I giudici inquirenti giá si sono espressi negativamente (anche per effetto dell’amnistía). Garzón invece per potersi esprimere sul punto ha deciso di raccogliere tutte le informazioni del caso, facendo quello che mai è stato fatto in Spagna da un organismo pubblico (la Commissione Interministeriale infatti a suo tempo ha redatto una relazione finale, ma non era esaustiva e concludeva che ci sono fosse ovunque e non si sa con quante persone…). Ha inviato un’ingiunzione che ordina a vari enti di fornire entro 15 giorni i seguenti dati: i nomi delle persone interrate nelle fosse dalla repressione franchista, le circostanze e le date delle sepolture, e se esistono registri che le documentino. Le richieste inviate sono abbastanza mirate, grazie alle banche dati raccolte dalle associazioni.

Tra le istituzioni coinvolte ci sono:

- il ministero della giustizia, competente della direzione generale dei registri notarili, alla quale si richiede qualunque tipo di documentazione sulle scomparse, e di tutti i registri civili del territorio, ai quali si ordina di permettere l’accesso della polizia giudiziaria al fine dell’identificazione delle vittime;

-l’Archivio generale dell’amministrazione che deve segnalare quale organo statale puó avere tali informazioni e se esistono denunce per scomparsa;

-ministero della cultura, competende del Centro di documentazione per la memoria storica, che deve informare se ha a disposizione i fascicoli del “Tribunale speciale per la repressione della massoneria e del comunismo”, e se esistono studi su di esso;

-i Comuni di Granada, Madrid, Cordoba e Sevilla, sedi di grandi massacri;

-l’Universitá di Granada, dove furono uccisi vari professori;

-la Conferenza episcopale spagnola, alla quale si ordina di permettere l’accesso della polizia in tutte le parrocchie del territorio: al tempo infatti i cimiteri erano gestiti direttamente dalle parrocchie, che tenevano i registri delle inumazioni. La CES si è sempre dichiarata contraria a “riaprire le vecchie ferite” e oggi ha ribadito la sua posizione;

-l’Abbazia della Valle de los Caídos, dove si fece inumare Franco e dove sono sepolti migliaia di repubblicani: deve dare tutte le informazioni giá dette sui morti lì sepolti. L’abate ieri ha dichiarato che in effetti esiste un registro sui 34.000 morti sepolti in quella zona e che però si tratta di morti “in guerra e in azioni di guerra”….

Come oggi si osserva nell’editoriale de El País, indipendentemente dalla decisione finale sulla competenza che Garzón prenderá, si otterrá comunque lo storico risultato pratico di obbligare lo Stato e le Amministrazioni Pubbliche a mappare le fosse e a identificare i corpi, e a creare gli archivi a disposizione di tutti. Ossia di applicare la legge sulla memoria.

NOTE A MARGINE:

Le fosse comuni sono su tutto il territorio spagnolo, tantissimi vecchi cimiteri ne hanno una. Molte non sono mai state aperte perché si é costruito sopra, altre si sa che ci sono, ma non ufficialmente. Le Associazioni stanno cercando di disseppellire i corpi per potergli fare un funerale e inumarli nei cimiteri. Dal 2000 a oggi sono stati disseppelliti 4000 corpi. Queste sono alcune delle fosse recentemente scavate:

-la fossa del Monasterio de Uclés (Cuenca): con 316 corpi. Durante la guerra e dopo funzionó come carcere; i morti e i fucilati venivano sepolti in un edificio attiguo, che è rimasto chiuso per 65 anni. Le vedove usavano lanciare fiori al di lá del muro dell’edificio.

-A Fonsagrada, tra Lugo e Oviedo: sono stati identificati i corpi di un comandante repubblicano e altre persone uccise nel ‘37.

-il cimitero di San Rafael a Málaga: hanno recentemente riesumato 600 cadaveri giustiziati dal regime. Oltre a quella la Comunidad andalusa ha mappato altre 300 fosse comuni.

- a Gurb hanno ritrovato 20 persone: morte nel gennaio del ‘39 durante i combattimenti tra repubblicani e franchisti.

I giudici dell’Audiencia Nacional:

- Pedraz sta investigando sul genocidio dei Maya (250.000 morti) e sulla repressione in Tibet;

- Andeu ha processato circa 40 alti militari per il genocidio in Ruanda;

- Garzón ha investigato sulle dittature cilena e argentina e ottenne l’arresto di Pinochet. Sta investigando sulla scomparsa di alcuni saharawi e sull’assassinio di un diplomatico in Chile.