Simulazioni marittime

27 Agosto, 2008

A volte qui a Madrid capita di avere strane percezioni sensoriali.

Sará la quantitá di pini, non sappiamo ancora precisamente, peró certi giorni ti svegli e una piacevole brezza per strada ti porta l’odore della pineta.

Hai la sensazione di girare per le strade di Milano Marittima e ti sembra di poter entrare in spiaggia semplicemente girando l’angolo successivo…

Purtroppo non è cosí, il mare è ben piú lontano ma in compenso esistono molte piscine all’aperto che ci aiutano a simulare un pomeriggio in spiaggia.

Per ora noi ne abbiamo frequentato solo una ma ci è piaciuta molto ed è a casa de campo.

E’ la piscina del centro municipale e ci siamo subito trovati benissimo.

Durante il weekend è abbastanza piena peró appena trovato uno spazio libero sul prato ci siamo posizionati

L’acqua delle due piscine è davvero congelata: 22º circa ma per qualche secondo si puó sopportare.

Per il resto ci si gode l’atmosfera; davvero un posto molto tranquillo e rilassato in cui anche i bambini sembrano prestare attenzione alla placiditá generale.

Con la calma del caso abbiamo quindi deciso di pranzare al selfservice, sbagliando peró le dosi…

Quindi completamente satolli siamo risvenuti sull’erba: addirittura ha dormito anche Alessia…
L’ambiente è davvero molto vario e la cosa meravigliosa è che ognuno si fa rigorosamente gli affari suoi.
Chissá che facce ci sarebbero state in piscina a casa vedendo tanti maschietti baciarsi…

Verso le 20 e quasi completamente rincoglioniti

abbiamo fatto i bagagli e siamo rientrati a casa. Che meraviglia…

Ah dimenticavo: in piscina c’è anche una piccola biblioteca per chi non si è ricordato di portarsi il giornale o un libro. Non è che sono troppo avanti?


Che voglia di un cappuccino…

22 Agosto, 2008

La scorsa domenica mi son svegliato con il terribile desiderio di un cappuccino.

Come vi dicevamo, il caffè qui fa schifo e il concetto stesso di cappuccino è assente.
Per gli spagnoli infatti il caffè e il latte possono combinarsi al limite nella confusa convivenza prevista dal “cafè con leche”.

Per un povero italiano non è cosí usuale vedere il “barista” muoversi dietro al bancone con due bricchi di latte e non usare mai il beccuccio per fare la schiuma…

Quindi abbiamo fatto una breve ricerca su internet riducendo il campo a tre locali in centro.

Uno sguardo d’intesa

e siamo partiti alla ricerca del cappuccino!

Prima tappa: Aroma+ in Calle de la Palma.

Arriviamo belli carichi ma… sono in ferie. Siamo vicini a una piazzetta carina (plaza dos de mayo) e decidiamo di pensarci un pó. Ci fermiamo nel bar all’angolo della piazza (Malo qualcosa non ci ricordiamo…) e sorpresa!

Beviamo uno dei primi caffè non bruciati degli ultimi due mesi!

Anche il pane era molto buono: dovremo tornarci.

Seconda tappa quindi: Grazie mille in Calle mayor.

Arriviamo e il locale è quasi pieno: ci intrufoliamo nel priveè

e, presi dalla programmazione di Radio Italia, ci lasciamo un pó andare…

A parte gli scherzi, abbiamo mangiato una pessima pizza e l’atmosfera era un pó troppo “little italy” per due come noi che rifuggono i raduni dei commilitoni all’estero… Scartato.

Restava l’ultima chance: Faborit

Un pó scettici ci siamo diretti alla meta in calle Alcalá.

Andare a prendere un cappuccino in un negozio di una catena non preannuncia buone sorprese…

E invece!! Bingo!!

Il cappuccino con schiuma e caffè non bruciato era davanti a noi!

Finalmente soddisfatti ci siamo letti il giornale e siamo ripartiti per una nuova avventura!!


E alla fine… IKEA!

21 Agosto, 2008

Eh si… E’ capitato anche a noi…

Sabato 16 agosto, dopo una lunga preparazione psicologica e logistica, ci siamo presentati alle porte del luogo piú temuto delle coppie odierne. IKEA.

Forse mancava l’entusiasmo ma dopo tre duri pomeriggi di lavoro sul catalogo IKEA in pdf e online, Alessia aveva prodotto una lista impeccabile.

E’ partito quindi un lungo tour a tappe forzate all’interno dei gironi infernali abilmente mascherati da area espositiva da misteriosi esperti di marketing nordici.

L’organizzazione svizzera ci ha consentito rapidamente di uscire dalle zone calde e mano a mano, una certa allegria ha iniziato a coinvolgerci.
Diciamo meglio che questo fenomeno ha riguardato maggiormente Alessia…

A me (e non so perchè mi capita sempre…) è rimasta la parte del facchinaggio mentre lei procedeva imperterrita nella pianificazione

Il rigore militare ci ha peró consentito di compiere la missione in meno di 3 ore e di tornare esausti a casa ad attendere la consegna a domicilio.
Che non si è fatta attendere: alle 21.45 avevamo, come previsto, la casa piena di mobilio da montare.

Il giorno successivo quindi, ancora carichi dall’entusiasmo accumulato nel viaggio, abbiamo iniziato il montaggio (aiutati naturalmente dai gatti)

Per ora abbiamo solo una bellissima libreria rossa ma al termine delle operazioni vi faremo avere il reportage completo.
Non siamo bravissimi?? (Piú lei)


In attesa di un pó di tregua

13 Agosto, 2008

Che giornate macilente quelle che precedono il ferragosto.

Avrei voluto che sul lavoro avesse prevalso la voglia di leggere un pó di quotidiani online: purtroppo invece saranno giorni intensi ancora per tutta la prossima settimana.

Non è divertente quando la maggior parte delle persone attorno a te fanno la giornata intensiva e alle 15 ti abbandonano li insieme a qualche altro compagno di sventura in un enorme openspace…

Madrid in questi giorni è davvero piacevole: poca gente in giro se non frequenti le zone turistiche e una temperatura fantastica la sera per godersi il terrazzo e i gatti.

Stiamo guardando pochissima televisione in questi giorni nonostante le olimpiadi: sará che per qualche vecchietto nostalgico come noi la questione dei diritti umani ha ancora un significato (anche oggi si è lamentato il Dalai Lama) ma ci scoccia un pó foraggiare anche solo simbolicamente il carrozzone cinese.

Dopo la prossima settimana peró un pó di meritato riposo: ben tre giorni dal 27 agosto per dormire e montare mobili che acquisteremo in questi giorni all’Ikea.

Mi serve proprio qualche giorno per pensare ad altro: sono stati due mesi pienissimi e limitarci a godere della reciproca compagnia ci fará bene prima di ributtarci io sul lavoro e lei alla sua ricerca.

Giá la sua ricerca… Alessia sta sviluppando il timore di assomigliare a Homer.

Camicia unta, televisione sempre accesa, birra in mano: comincia a minacciarmi con questa prospettiva.

Voi ci credete? Speriamo in un pó di suerte…


Mado 2008

6 Agosto, 2008


Ovvero il gaypride a Madrid: una grande festa che per una settimana ha coinvolto tutta la cittá.

Il 5 luglio non potevamo mancare alla grande sfilata in centro: partenza Puerta de Alcalá ore 18.

All’appuntamento c’era un mare di gente: dalla nostra postazione alla metro Banco de España potevamo vedere la Puerta de Alcalà da una parte e la Gran Vía dall’altra senza scorgere la fine della folla.

Clima da baracca e visi variopinti ad ogni dove: via libera all’espressione di sé e dell’esibizionista che è in ognuno di noi.

Una volta in spiaggia ho fatto un test che un test che affermava che ho un forte lato bisex e siccome il test mi stava simpatico ho concluso che probabilmente aveva ragione. In fondo siamo tutti più complessi di quello che ci costringiamo a pensare…

…e soprattutto: come si fa a portare i tacchi a spillo così fottutamente bene??

Ci siamo davvero divertiti.


Las baitas

4 Agosto, 2008

Si narra che a Madrid si usi “tapear” o andar per “tapas”.

Gli abitanti dei barrios piú fighetti si vantano di avere i migliori bar di Madrid per le tapas a disposizione tutto l’anno.

Eppure anche noi qui nel nostro barrio da pensionati ci possiamo fregiare della presenza di un’enoteca all’altezza da noi ridenominata “Las baitas” (Simo©): per i faentini la citazione è facilmente comprensibile.

Oste corpulento, buon vino, ottimi salumi e formaggi ma, a differenza del suo alterego faentino, i prezzi sono contenuti: una copa infatti va da 1.20 a 2.20 e si smangiacchiano un sacco di tapas gratis (da provare l’olio di Cordoba) e il prosciutto si scoglie in bocca.

Offriamo una copa ai primi amici che vengono a trovarci.


Vita di tutti i giorni: backstage

1 Agosto, 2008

Ovvero… Alcuni dettagli scabrosi della nostra vita a Madrid…

Partiamo dal bidet: questo sconosciuto!

Il nostro bagno ne è sprovvisto e così anche molte case spagnole. Non sappiamo come gli spagnoli sopperiscano a questa sconcertante mancanza, noi ci siamo arrangiati con la vasca. Con un po’ di pratica anche voi potreste trovarla quasi comoda.

A pranzo nei giorni lavorativi ovviamente mangiamo separati: J in una triste mensa aziendale… non è vero, attorno all’ufficio ci sono vari localini carini dove spendere i ticket aziendali; Ale invece mangia a casa oppure in giro se è in giro. Entrambi mangiamo da soli, anche perchè ancora non conosciamo molta gente: peró ci chiamiamo al telefono durante il pranzo.

La spesa: per fortuna abbiamo un supermercato sotto casa, anzi 2 contando il discount. Che ci si trova? Tutto sommato è simile a quelli italiani, salvo il fatto che di pasta c’è solo la barilla o quella spagnola: voi quale prendereste? Per fortuna si trovano le vaschette di gelato italiano (tipo quelle della coop), che sono di gran lunga migliori del gelato “artigianale” che abbiamo trovato finora. Si trova un sacco di pesce fresco e surgelato e ovviamente i prodotti tipici spagnoli: chorizo, polpo alla gallega, il jamon iberico (prosciutto col zampotto), etc. La passata di pomodoro è stranamente dolce e ci tocca aggiungere sempre sale e peperoncino per compensare il sapore. Il cibo giá pronto è quasi sempre insipido. Le vongole in scatola hanno sempre la sabbia.

Per strada la vita del pedone è migliore di quella del suo corrispettivo italiano: sulle strisce ha indiscutibilmente la precedenza, le auto inchiodano per farti passare, tanto che è in voga lo sport di buttarsi in strada senza guardare. Al semaforo verde c’e quasi sempre anche associato il segnale acustico per i non vedenti e una ulteriore linea di stop per le auto.

In metropolitana e in autobus le persone si alzano per far sedere gli anziani e le donne incinte o con bambini.

Il caffè fa schifo, sia che lo si prenda col latte che si tenti un espresso. L’abitudine qui è di prenderlo col latte e il barista, con due caraffe in mano, ti chiede sempre se lo vuoi caldo o tiepido: in una caraffa c’è il latte freddo e nell’altra quello caldo.

Si fa la raccolta differenziata: praticamente si ricicla tutto e la raccolta è porta a porta.

I mezzi pubblici funzionano: ma questo lo avevamo giá detto.

In piscina ieri c’erano un sacco di coppie gay che pacifiche nell’indifferenza generale si scambiavano effusioni esattamente come quelle etero: una bella lezione di normalità. Non dimentichiamo che qui i gay si possono sposare!

In cucina abbiamo i fornelli elettrici, molto diffusi. E il riscaldamento è centralizzato: quest’inverno vi faremo sapere….

Sempre in piscina c’è una biblioteca sotto un gazebo dove si puó prendere a prestito libri, giornali e libri per l’infanzia. La collezione è ben fornita e ci sono ottimi titoli.

É pieno di parchi pubblici, ovviamente frequentati da bambini e cani. Solo che a differenza che in Italia le due categorie convivono felicemente. I cani raramente sono al guinzaglio e possono correre e socializzare in pace con simili e umani. I bambini hanno a disposizione zone attrezzate e recintate dove possono scatenarsi senza che i genitori rischino di perderli. Ai genitori non resta che stare comodamente seduti sulle panchine a leggere il giornale e lanciare la pallina al cane.


Gite fuori porta: seconda puntata, Segovia

1 Agosto, 2008

Tutto é cominciato quando abbiamo deciso di andare al mare a Valencia per approfittare del fine settimana lungo: il 25 luglio a Madrid infatti é festa per il Santiago Apóstol (a proposito, tra le info utili per chi sta pensando di venire a trovarci c’è anche il nostro calendario lavorativo ) . Ci pensavamo da un po’, ma come al solito non ci siamo organizzati per tempo: ingenui come due agnellini durante la Quaresima, il mercoledí sera abbiamo cominciato a cercare su internet treno e hotel. La variabile che non avevamo per nulla considerato é che era festa anche per gli altri 6 milioni di madrileñi, che abitualmente il fine settimana si riversano sulle coste.

Ovviamente non abbiamo trovato né treno né hotel.

É quindi scattato il piano B: obiettivo trovare un luogo ameno e vicino, da raggiungere in un’oretta di auto, e che non fosse Toledo perché appunto l’avevamo giá vista. Mica facile! E invece sí: Segovia. Un altro gioiellino cagato in mezzo al nulla delle praterie aride spagnole. É che da bravi italiani siamo abituati al fittume: non c’é un centimetro quadrato di territorio lasciato al caso nella penisola, arte e storia ovunque ti giri, campagne urbanizzate e soprattutto, c’e tanta ma tanta gente. In questa parte della Spagna invece ci sono km quadrati di erba bruciata, terra di nessuno a perdita d’occhio, quando va bene boschi, e come sputate lí a caso, ecco le cittá: magari bellissime, magani no, ma comunque oasi nel deserto che ti appaiono all’improvviso.

Ecco Segovia è una di queste cittá: ad appena un’ora di auto da Madrid, ma dopo essere usciti dall’immenso agglomerato urbano della Comunidad Autonoma (che non è facile: bisogna essere ben attrezzati di cartine, stradario e schema del percorso!) ed essere entrati nella regione della Castilla y León, aver svalicato la boscosa Sierra de Guadarrama, aver attraversato le lande desolate di cui sopra, ecco che ti trovi davati una immensa cattedrale gotica di pietra ocra imponente e irreale nella sua presenza, come una fata morgana.

La pietra é semplicemente quella quella che si trova qui attorno e tutte le chiese della zona furono costruite con essa. Semplicemente romaniche e bellissime: piccole pievi sparpagliate in quá e lá che al tramonto si colorano di rosso. Daverio lo chiamerebbe “genius loci”.

Dimenticavo, per godere di tutto ció i nostri due ingenui agnellini sono riusciti anche ad infilarsi nel peggior ingorgo degli ultimi tempi che la A6-AP61 ricordi: 8 km di coda a 4 corsie sotto il caldo sole delle 14….

Torniamo a Segovia: é una cittá che non finisce di sorprendere. Innanzitutto da bravi ignorantoni non sapevamo che é anch’essa Patrimonio Unesco. Poi é la cittá piú spagnola che abbiamo visto finora. Poi il primo incontro che abbiamo fatto é stato con una bellissima cicogna che ci svolazzava sopra le teste: l’abbiamo seguita e abbiamo scoperto che aveva nidificato in pieno centro nuovo, in una strada trafficata sopra due cedri molto vecchi, praticamente un condominio di cicogne

Il volo delle cicogne ci ha accompagnato per tutta la visita alla cittá.

Al parcheggio, essendo la cittá molto piú organizzata di noi, ci hanno munito di cartina gratuita della cittá e abbiamo fatto la seconda grande scoperta della giornata: c’é l’acquedotto romano! Cioé, sí, dai, proprio quello che avevamo visto alla tv nella pubblicitá progresso sul patrimonio artistico e ci eravamo detti: “caspita, ma c’è una roba cosí in Spagna? Chissá dov’é? Sicuramente al sud”. Ignoranza nei mucchi!!

E invece questo meraviglioso capolavoro di ingegnieria, maestoso e stendahliano ce lo siamo trovato proprio sotto… sopra i nostri occhi!

Comincia piccolo come una fontana

poi cresce piano piano


si aggiunge il primo ordine di archi, poi il secondo e diventa altissimo

e ti toglie il fiato e guardi la cittá vecchia attraverso i suoi archi, la cattedrale e i tetti medievali, poi passi dall’altra parte per vedere anche la campagna attraverso di lui, e poi stai col naso all’insú finché non ti viene male al collo, e poi fai mille foto da tutti i versi, perché è anche molto fotogènico.

All’acquedotto si congiungono le mura della cittá: si puó salire anche fino in cima per vederlo dalla sua altezza. Da lì poi si arriva alla cattedrale e alla Plaza Mayor, molto particolare con un romantico gazebo in ferro battuto al centro.
E per stare in linea con il romanticismo della cittá la sera abbiamo cenato nel centro storico su di una terrazza panoramica dove si vedeva il sole colorare le case e i campi di grano e le cicogne volare sopra la cittá. Purtroppo non avevamo la macchina fotografica con noi, e così non abbiamo potuto neanche documentare la cattedrale di notte vista da fuori cittá. Magari la prossima volta.

Il giorno dopo siamo tornati in cittá per vedere alcune delle bellissime chiese romaniche tipiche della regione: vado pazza per le chiese romaniche, e quelle di Segovia valgono ben una visita!


E questo cos’è?
Non é Segovia, bensí la residenza reale La Granja, che si trova a 5km da Segovia verso la Sierra, appena oltrepassato un fantastico lago boscoso. In questo breve tragitto il paesaggio cambia completamente: si passa dalla classica campagna arida spagnola, a colline boscose e case di montagna, che pare essere in Baviera. Invece si arriva a S.Ildefonso, sede di una delle fabbriche reali del vetro, e tra parentesi c’é un museo che dev’essere molto bello, se vi piace il vetro soffiato. Noi lo visiteremo il prossimo sabato. Il paesello è carino, tutto rimesso a nuovo e prettamente turistico. Il bello del posto peró sono i giardini della residenza reale, molto vasti e vari. Ci sono alberi che paiono essere lì dai tempi della costruzione: grandissimi e vissuti. Ci sono giochi d’acqua, canali e piscine, fontane in bronzo che una volta al giorno vengono fatte funzionare. Poi ci sono boschi e boschetti, alcuni lasciati crescere al naturale col sottobosco fittissimo. Poi c’è il labirinto e noi non abbiamo resistito alla tentazione di perderci dentro: chissá cosa non ci combinavano i vari nobilucci della corte tra queste siepi….